Training Visivo Optometrico · Rieti

Allenare il modo in cui usiamo la visione

Vedere dieci decimi non significa necessariamente utilizzare la visione in modo efficiente e confortevole. Il Training Visivo Optometrico è un percorso personalizzato e progressivo, pensato per migliorare specifiche abilità visive risultate carenti durante una valutazione funzionale: non una generica “ginnastica per gli occhi”, ma un lavoro di apprendimento e coordinazione che coinvolge occhi, controllo motorio e modo in cui il cervello utilizza le informazioni visive.

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Percorso di training visivo: bambino con esercizio di convergenza, ragazza con pallina di Marsden, uomo durante test di visione binoculare

Cos’è

Le abilità su cui si lavora

Il programma viene definito dopo una valutazione optometrica approfondita, e può coinvolgere una o più di queste funzioni.

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Convergenza e riserve fusionali

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Accomodazione (messa a fuoco)

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Coordinazione tra i due occhi

↔️

Fissazione, saccadi e inseguimenti

✋

Coordinazione occhio-mano

🧠

Organizzazione visuo-spaziale ed equilibrio

A chi è rivolto

Può essere valutato in età pediatrica, nell’adolescenza, nell’età adulta e anche nella persona più matura. L’indicazione dipende dalla presenza di una difficoltà funzionale misurabile, dai sintomi e dalla capacità di partecipare con continuità al programma.

Bambini e ragazzi

Attività proposte come gioco

Nei bambini gli esercizi vengono adattati all’età, spesso sotto forma di gioco, per sostenere lettura e studio.

Adulti

Percorso su misura

Nell’adulto il percorso può essere orientato alle richieste dello studio, del lavoro o dell’uso prolungato di dispositivi digitali.

Quando può essere consigliato

I segnali da non sottovalutare

Una valutazione funzionale può essere utile quando questi segnali sono associati a una specifica disfunzione visiva.

✓Mal di testa o cefalea
✓Difficoltà a mettere o cambiare fuoco
✓Pesantezza oculare
✓Visione sfocata o doppia
✓Secchezza e bruciore
✓Dolore intorno agli occhi
✓Bisogno di chiudere un occhio
✓Cali di concentrazione
✓Perdita del segno, uso del dito
✓Salti o ripetizioni di righe
✓Avvicinamento eccessivo al testo

Due precisazioni importanti

Cosa NON è il training visivo

Non cura la dislessia

La dislessia è un disturbo dell’apprendimento legato ai processi linguistici, non causato da un problema visivo. Il training visivo non sostituisce logopedisti, neuropsicologi e insegnanti: una disfunzione visiva può però essere presente anche in una persona con dislessia e rendere più faticoso l’atto fisico della lettura. In questi casi il nostro obiettivo è trattare la difficoltà visiva documentata, in collaborazione con le altre figure professionali quando necessario.

Non è solo “la penna che si avvicina”*

Il celebre pencil push-up può essere una procedura utile in alcuni programmi, ma non è una diagnosi né un programma personalizzato. La ricerca clinica sull’insufficienza di convergenza in età pediatrica mostra che un percorso supervisionato e progressivo, con rinforzo domiciliare, è più efficace dei soli esercizi con la penna.

* Convergence Insufficiency Treatment Trial Study Group, Randomized clinical trial of treatments for symptomatic convergence insufficiency in children, Archives of Ophthalmology, 2008;126(10):1336–1349. DOI: 10.1001/archopht.126.10.1336

Il percorso

Come si svolge presso Ottica Curci

Il primo passo non è l’esercizio: è capire il problema.

  1. 1

    Valutazione iniziale

    Analizziamo sintomi e funzioni visive: refrazione, accomodazione, convergenza, binocularità e motilità oculare.

  2. 2

    Obiettivi

    Costruiamo il programma su obiettivi concreti, collegati ai test e alle esigenze della persona.

  3. 3

    Sedute ed esercizi a casa

    Le attività si apprendono in studio e diventano progressivamente più complesse, con lavoro domiciliare di consolidamento.

  4. 4

    Verifiche periodiche

    I test si ripetono durante il percorso per misurare i cambiamenti e decidere come proseguire.

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Se la lettura diventa rapidamente faticosa, gli occhi fanno fatica a lavorare insieme o il computer provoca sintomi ricorrenti, veniamo a capire insieme quali abilità sono coinvolte.

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Domande frequenti

Le domande più comuni

A che età si può iniziare il training visivo?
Non è riservato ai bambini: può essere valutato in età pediatrica, nell’adolescenza, nell’età adulta e anche nella persona più matura. L’indicazione dipende dalla presenza di una difficoltà funzionale misurabile, non dall’età.
Il training visivo cura la dislessia?
No. La dislessia è un disturbo dell’apprendimento legato ai processi linguistici e non è causata da un problema visivo. Il training visivo tratta una disfunzione visiva documentata, anche quando è presente insieme alla dislessia, sempre in collaborazione con le altre figure professionali coinvolte.
Basta fare il pencil push-up a casa?
Il pencil push-up può essere uno degli strumenti usati, ma da solo non è un programma personalizzato. Un percorso supervisionato e progressivo, con rinforzo domiciliare, si è dimostrato più efficace dei soli esercizi con la penna nell’insufficienza di convergenza in età pediatrica.
Quanto dura il percorso?
Durata e frequenza non sono uguali per tutti: vengono definite dopo la valutazione iniziale, in base agli obiettivi e alla risposta individuale, e verificate periodicamente durante il percorso.